Un nuovo inizio

Domanda, domanda: dopo quale giorno dell’anno i fiori sbocciano, piccoli e dolci animaletti (tipo un orso) si svegliano dal letargo e le mamme iniziano a tormentarci perché è arrivato il momento di pulire accuratamente quella che, più che la nostra camera, sembra la tana di un procione? “Ma dopo l’equinozio di primavera, il 21 marzo. Ovvio, no?” direte voi. Ma forse non tutti sanno che non sempre l’equinozio cade il 21. Per esempio, quest’anno cadrà il 20 marzo. O meglio, è caduto. Infatti l’equinozio, più che un giorno, è un singolo istante, che quest’anno coincideva con le 10:37 del 20 marzo (in Italia). È il momento in cui il Sole è allo Zenit all’equatore, i suoi  raggi cadono perpendicolari all’asse di rotazione della Terra, e per questo in tutto il mondo il dì e la notte hanno circa la stessa durata. Da quel momento in poi il periodo di luce comincia ad allungarsi nel nostro emisfero e ha inizio la primavera. Succede l’opposto in quello australe. Ma come mai quest’anno cade il 20 marzo e non il 21? Perché il tempo che la Terra impiega a fare un giro completo attorno al Sole non dura esattamente 365 giorni, ma 365 giorni, 6 ore e qualche minuto. Quindi l’inizio della primavera astronomica non ha una data fissa, ma varia tra il 19 e il 21 marzo, e in futuro  anticiperà ancora: nel 2048 cadrà il 19 marzo. E nonostante siano stati introdotti gli anni bisestili, il  ritardo accumulato ogni anno fa sì che l’equinozio di primavera cambi orario e anche giorno.

Ci sono alcune località in cui, grazie alla particolare posizione geografica e ad artefatti umani, durante gli equinozi si verificano spettacoli unici. Uno di questi luoghi, forse il più affascinante e più celebre, è Stonehenge, nel Regno Unito. In questo sito che risale al neolitico, datato tra i 4mila e i 5mila anni fa e oggi considerato patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco, durante i solstizi e gli equinozi si verificano affascinanti giochi di luce con i raggi solari che si infiltrano con estrema precisione attraverso i megaliti.

Un altro luogo unico per apprezzare questo fenomeno naturale è il monte Torhatten, in Norvegia, dove i raggi solari si allineano con un tunnel della montagna lungo 160 metri. Un effetto analogo si verifica in corrispondenza del tunnel di Valdealgorfa in Spagna, dove la luce del Sole attraversa tutti i 2,4 chilometri del sottopassaggio, creando un effetto senza eguali.

Per non parlare poi delle piramidi Maya e di quelle egizie, costruite proprio in funzione del movimento degli astri per studiare i moti dei pianeti e prevedere le eclissi.

“Sì, sì, molto interessante. Peccato che tutti questi luoghi si trovino all’estero.” Commenterete voi. Già, è vero. Ma anche qui in Italia abbiamo luoghi altrettanto suggestivi dove ammirare questi giochi di luce. E uno dei migliori di questi si verifica al Pantheon di Roma dove, in occasione degli equinozi, nel momento in cui il Sole è più alto nel cielo i raggi illuminano esattamente la parte alta della porta di entrata.

Gli equinozi (così come i solstizi) sono giorni veramente speciali. In particolare, l’equinozio di primavera: infatti, esso simboleggia la rinascita e la vita. Per questo, viene spesso accompagnato da molte festività importanti fin dall’antichità. Per esempio da Sham el-Nessim, festa egizia che cade sempre il lunedì di Pasqua e che risale a circa 4700 anni fa. Celebrata sia dagli egiziani musulmani che dagli egiziani cristiani, è considerata una festa nazionale in Egitto. Proprio come al giorno d’oggi, gli antichi Egizi erano soliti colorare le uova, simbolo dell’universo per la loro forma tondeggiante, e di rinascita sulla terra perchè “gusci che racchiudono la vita”. Le uova venivano poi appese nei templi e regalate agli amici. Molte sono le credenze legate all’uovo nell’antico Egitto: il dio-sole sarebbe nato dall’uovo cosmico, il sole stesso sarebbe stato un uovo deposto ogni giorno da Seb, l’oca celeste.

Ai nostri giorni gli egiziani scrivono dei desideri sui gusci delle uova sode, colorate e decorate: quelle che non vengono consumate nelle “gite fuori porta” vengono appese in cestini nelle case (che hanno sostituito i templi) o sui rami degli alberi, con la speranza che i desideri vengano esauditi.

In molte culture, poi, l’arrivo della primavera coincide con l’anno nuovo. Un esempio è il Capodanno cinese, o Capodanno lunare, chiamato anche Festa di Primavera perché legato alla rinascita della natura.

Anche in Iran e in molti paesi del Medio Oriente accade una cosa simile. L’equinozio coincide infatti con la festa del Nawrūz, “nuovo giorno”, il Capodanno persiano. Gli Iraniani lo festeggiano preparando la tavola (Haft Seen) con sette cibi il cui nome inizia con la “s” e mettendo il Corano vicino ai piatti per attirare la benedizione di Dio. Inoltre, come in Occidente, anche in Oriente l’arrivo della primavera è preceduto da approfondite pulizie di casa e, per chi può permetterselo, dall’acquisto di abiti nuovi, come simbolo di rinnovamento.

Poi c’è l’Higa, cioè una festa buddhista celebrata per sette giorni intorno all’equinozio di marzo in Giappone. Qui la primavera è anche la stagione dell’Hanami, la contemplazione  dei ciliegi in fiore, spettacolo meraviglioso che lascerebbe a bocca aperta chiunque.

Infine, gli Indiani celebrano la loro famosa festa dei colori, l’Holi, durante la quale è usanza sporcarsi con polveri colorate per omaggiare un rito di origine indiana che simboleggia la rinascita e la reincarnazione.  Essa si inaugura con l’accensione, la notte prima del giorno Holi, di un falò che prende il nome di Holika Dahan ( Holika, secondo la tradizione, è il nome di un demone delle scritture Hindu e Veda). La mattina del giorno dopo, la festa esplode in un carnevale di colori, giochi, danze e canti, dove musica da discoteca e polveri colorate creano un clima festoso, molto amato dai giovani.

In conclusione, possiamo dire che la primavera è da sempre una stagione attesa ed amata da tutti i popoli del mondo e festeggiata in ogni modo possibile ed immaginabile. Essa simboleggia la rinascita e la speranza che dopo la morte ci sia un nuovo inizio. Ed è con questo augurio che dico a tutti voi: buon primo giorno di primavera!

Autore

Sophia Gallozzi