Può sembrare crudo e forte, ma io lo definirei vero.
Il nuovo film di Ron Howard, uscito su Netflix il 24 novembre e intitolato Elegia Americana, mostra il reale volto dell’America, ben distante dal tanto agognato ‘’sogno americano’’.
Narra la crescita di J.D. Vence e della sua voglia di rivalsa a discapito di un destino già segnato da difficoltà economiche, una madre tossicodipendente e uno sfondo cittadino che raffigura le campagne industrializzate dell’Ohio, sede di disoccupazione, violenze domestiche e abusi.
È un intreccio di tre generazioni, una nonna, una madre e un figlio, logorate dall’assenza di speranza che sembra caratterizzare le loro vite fin quando a dare una svolta al futuro del ragazzo non interviene la nonna, che lo prende con sé e cerca di fare il possibile affinché riceva una buona istruzione.
Dunque, J.D., una volta cresciuto, entra a far parte della Marina militare, allontanandosi così dalla sua infanzia, senza mai però cancellarla. In seguito, riesce ad entrare nella prestigiosa università di Yale e cerca con tutti i suoi sforzi di ottenere un colloquio per accaparrarsi un incarico all’interno di un famoso studio. Proprio a questo punto viene trascinato di nuovo nella cittadina povera e degradata in cui è cresciuto, scoprendo la madre ancora una volta in overdose. Tra presente e passato, tra 2011 e 1997, è così che viene presentato il film ispirato alla storia vera di J.D. Vence.
Ron Howard, regista del lungometraggio, è sempre stato acclamato e considerato da Oscar, ma eccezione fa questo film: di fatti è stato stroncato dalla critica e descritto come ‘’ridicolmente orrendo’’.
Nonostante ciò al pubblico è piaciuto ed io concordo con esso ma, al di là dei giudizi che possono essere positivi oppure negativi, Elegia Americana sarà sicuramente in grado di farvi riflettere e di mostrarvi una visione più realistica degli Stati Uniti, un tempo terra delle opportunità, ora sogno sfumato.

