“The Northman”

Film di Robert Eggers con Alexander Skarsgard, Anya Taylor Joy, Nicole Kidman, Bill Skarsgard del 2022

Il re Aurvandil viene ucciso a tradimento dal fratello che gli usurpa il trono e gli ruba la moglie.
Il figlio riesce a scappare, ma viene lo stesso creduto morto.
Cresciuto desidera nient’altro che vendetta.
Eggers alla sua terza opera, mostra come sia interessato a analizzare le reazioni degli uomini quando sono sotto la pressione di credenze, di culture e di miti che però non vengono mai messi in discussione dal regista che propone un patto narrativo con lo spettatore in cui il soprannaturale non è certo una superstizione.
Se però in “The witch” o in “The Lighthouse” il metafisico era si esplicitato ma erano i personaggi a gestire le proprie azioni (seppur condizionati o costretti dai vari elementi mistici) qua a volte corvi o spiriti subentrano nella narrazione in maniera fin troppo predominante determinando in maniera spesso definitiva il corso degli eventi.
Ciò non è però molto coerente, perché invece quello che il film sembra voler raccontare è il disfacimento di un uomo che non si rende conto di esser stato ingannato sin da bambino da una logica distruttiva di vendetta e da visioni di figure mitologiche che si rivelano nient’altro che illusorie.
La pellicola appare dunque indecisa su quale strada prendere:
Se prediligere l’esattezza del destino che è stato tracciato dalle divinità o il sentimento di consapevolezza e il crollo di tutti i punti di riferimento del personaggio principale.
Fra le due prese di posizione sembra prevalere la seconda (anche se non quadra tutto perfettamente).
Il film allora da revenge movie senza troppe sorprese risveglia l’interesse dello spettatore con una logica tipica del noir che senza dubbio dona una serie di contrasti interessanti al racconto.
Logica che consiste nel vedere il protagonista intrappolato nelle sue convinzioni logoranti per lui e per tutto quello che lo circonda.
Il villain per cui tanto sangue verrà versato ci si accorge sin da subito non essere l’uomo così tanto spregevole che ad inizio pellicola ci appare e la conferma arriva dal personaggio di Nicole Kidman.
Ma anche qua, il principe Amleth continua imperterrito per la sua strada.
L’amore è solo una parentesi, nel microcosmo descritto da Eggers che per un momento fa sperare lo spettatore in un futuro in cui la violenza non è presente, ma poi il peso tossico di un passato che scorre nel sangue svia nuovamente il personaggio principale in un turbinio di follia e fiamme.
Lo spettatore si troverà ad empatizzare con l’antagonista quando i suoi alleati cominceranno a diminuire drasticamente e sanguinosamente.
Vi è la perenne sensazione di essere braccato da un qualcuno o un qualcosa, che il pubblico percepisce anche nel caso di un personaggio etichettato inizialmente come negativo.
Quest’ultimo viene attanagliato dalla presenza di un antieroe che ricorda nel modo che ha di disseminare i cadaveri dei propri nemici l’uomo senza nome interpretato da Clint Eastwood nella trilogia del dollaro.
Infatti proprio come nei celebri Western uccide un po’ per volta e a piccoli gruppi i nemici, dopo essersi infiltrato nel loro gruppo che si andrà a sfaldare.
Si rivela essere anche particolarmente sadico, nel formare composizioni visive con le interiora dei suoi avversari.
Un’opera magniloquente sotto il profilo tecnico, fotografata splendidamente e parecchio suggestiva quando si tratta di inscenare riti e usanze della cultura raccontata.
Sicuramente non per tutti ma è innegabile la qualità del progetto.
Voto-8

Autore

Jacopo Carosi