SANREMO 2026 – Lo streaming ha ucciso la musica dal vivo?

Nei giorni che vanno dal 24 al 28 febbraio 2026 si è tenuta la 76esima edizione del Festival di Sanremo, presentata da Carlo Conti. Non si tratta solo di uno show televisivo o di una competizione musicale, ma di un vero e proprio evento mediatico, specchio dell’evoluzione dell’industria discografica. Infatti, tra la prima edizione del 1951 e quest’ultima troviamo grandi differenze: nel passato, infatti, l’evento si teneva nel salone del casinò di Sanremo e i cantanti, che si esibivano in pezzi più classici e, per così dire, tradizionali, venivano giudicati con criteri più semplici. Il programma, oggi, si svolge nel Teatro Ariston, è seguito da milioni di telespettatori, e ospita decine di artisti dagli stili e dalle musicalità variopinte: pop, rap, indie e tanti altri, ma soprattutto ormai può essere definito un grande concerto digitale. È proprio su questo che vorrei soffermarmi: quanto la musica riprodotta in digitale, comodamente accessibile da un gran numero di piattaforme diverse, ha cambiato l’impatto della musica dal vivo nella vita delle persone e nell’industria discografica?
A partire dai primi anni 2000 e, in modo ancora più evidente, nell’ultimo decennio, la diffusione di piattaforme digitali come Spotify o Youtube ha rivoluzionato completamente il modo in cui la musica viene fruita. Secondo i dati riportati da IFPI, la Federazione Internazionale dell’Industria Fonografica (International Federation of the Phonographic Industry), oltre il 65% dei ricavi dell’industria musicale oggi proviene dallo streaming, il che rappresenta un cambiamento radicale rispetto al passato, in cui il mercato era dominato, nell’ordine, da vinili, musicassette e CD. Questa evoluzione ha avuto un impatto evidente e diretto anche sul Festival di Sanremo. Infatti, le canzoni presentate durante l’evento vengono rese disponibili per lo streaming subito dopo l’esibizione. Inoltre, secondo FIMI, la Federazione Industria Musicale Italiana, i brani sanremesi, nelle settimane successive all’evento, dominano le classifiche italiane, dimostrando quanto questo sia spesso un punto di partenza per il successo digitale degli artisti. 
Questo vuol dire che la diffusione in streaming ha ridotto l’impatto della musica dal vivo? Al contrario di quanto si potrebbe pensare, no, anzi, l’ha rafforzata. Sempre secondo i report IFPI e i dati SIAE (la Società Italiana degli Autori e degli Editori), infatti, negli ultimi anni si è registrata una crescita significativa degli eventi live, con un aumento del numero di spettatori e degli incassi, soprattutto dopo la pandemia. Anche Sanremo 2026 ci conferma che il digitale e il live non sono nemici ma facce della stessa medaglia. Se le piattaforme streaming hanno reso la musica comodamente accessibile e praticamente onnipresente, il palco dell’Ariston, come i grandi tour, dimostra quanto questi eventi continuino ad essere capaci di trasformare gli algoritmi in sensazioni che, oggi come ieri, emozionano migliaia di persone.

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Autore

Serena Manzo