Film di Guglielmo Del Toro con Bradley Cooper, Rooney Mara, Cate Blanchett, Richard Jenkins Toni Collette, Willem Dafoe e Ron Perlman del 2022
Un uomo di nome Stanton, ha un oscuro passato.
Entra come tuttofare in un circo, poiché quello è un posto in cui, a detta del proprietario, “A nessuno interessa quello che hai fatto prima”.
Nulla andrà come previsto.
Nella prima scena, il protagonista si disfa di un cadavere a cui dà fuoco. Subito dopo lo vediamo camminare e dietro di lui la casa che ha appena incendiato, quindi letteralmente si lascia il passato alle spalle, o almeno così ci sembra.
Inizialmente questa impressione viene confermata dalle frequenti scene oniriche che vedono il personaggio principale immerso in un turbinio di fiamme che sembra sovrastarlo.
Con il passare del tempo capiremo che le fiamme simboleggiano il suo senso di onnipotenza e scopriremo che il passato non è un tormento ma un rinforzo per tornare consciamente a perseguire i suoi scopi malefici.
I sogni sono di grande effetto anche perché la pellicola non usa interi minuti di sequenze dettagliate per addentrarsi nella psiche del protagonista ma adotta fulminei frame di una potenza a dir poco stupefacente.
Del Toro, in un’intervista, spiega che è interessato a spiegare le dinamiche di un circo, un posto incredibilmente unito e chiuso, una comunità molto forte e un microcosmo in cui tutti tradiscono tutti ma in cui allo stesso tempo sanno di essere indispensabili l’uno per l’altro.
In questo il film sposa una struttura da gangster movie, modello “Quei Bravi Ragazzi” di Martin Scorsese (che ha invogliato il pubblico, forse anche per questo, a fiondarsi in sala), perché è come se si creasse una famiglia, famiglia però pronta a sfaldarsi perché il protagonista non ci pensa due volte a tradire e a mentire ai propri padri putativi, per portare avanti il proprio microcosmo fatto di megalomania e follia. Ed è qua, quando si contraddicono queste figure paterne nella loro etica, che inizia il declino.
Si fa il passo più lungo della gamba, in “Quei Bravi Ragazzi” rappresentato dalla droga, qua dallo spiritismo durante spettacoli di illusionismo.
Il film è un noir in piena regola, sia per la carica distruttiva del protagonista e di tutto quello che lo circonda, sia per le caratteristiche dei due personaggi femminili: una Dark Lady bionda, che rivela in maniera netta e precisa l’animo corrotto del personaggio principale e un’altra donna mora in contrapposizione con il sontuoso personaggio di Cate Blanchett, che rappresenta l’apparente stabilità.
La violenza esplode in modo irrefrenabile, in una reazione a catena di eventi che ha nel suo culmine sangue che scorre copioso.
Caratteristica questa che ritroviamo nel capolavoro “Il labirinto del fauno” o anche nel più recente “La forma dell’acqua”, dove il contesto storico (qua solo accennato) fa scaturire in maniera inevitabile morte e sofferenza. Quando arriva sorprende perché noi siamo chiusi nel microcosmo gioioso e perfetto dei protagonisti e così tutto quello che lo interrompe risulta brutale per quanto a malincuore lo accettiamo per via della sua carica inevitabile.
Qua il microcosmo del personaggio principale è creato da una situazione che lui pensa di tenere sotto controllo, e invece tutto finirà in un bagno di sangue (in linea con lo spirito noir della pellicola), assumendo particolari tratti artistici quando riversato sulla candida neve dove produrrà effetti graditi agli amanti del genere.
Del Toro come sempre nella sua carriera riflette sul significato di mostro, stavolta in maniera più realistica e brutale, e sulla valenza rassicurante che possono avere le persone nel sapere che esiste qualcuno di peggiore di loro.
Ogni personaggio ha un arco narrativo che si conclude perfettamente e tragicamente.
In più gli attori sono in stato di grazia e Willem Dafoe è spaventoso, non solo per bravura.
Da vedere assolutamente.
Voto-9

