METRO C COLOSSEO – La storia dietro alla nuova fermata

ROMA. Il 16 dicembre 2025, dopo circa dodici anni di lavori, è stata inaugurata la fermata Colosseo della Linea C. A celebrarne l’apertura sono stati il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il Ministro dei Trasporti ed Infrastrutture Matteo Salvini e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Questo progetto è stato sin da subito accolto con entusiasmo, perché offre la possibilità ai viaggiatori che alloggiano in zone più distanti dal centro di arrivare velocemente davanti al Colosseo, una delle Sette Meraviglie del Mondo. Ogni giorno, infatti, sono migliaia i turisti che visitano la capitale solo per vedere questo monumento, vero e proprio simbolo, per la sua maestosità, della città di Roma.
Esiste, tuttavia, una lunga e controversa storia riguardo alle linee metro che comprendono nella loro tratta l’anfiteatro più grande al mondo. La prima fermata della linea B è stata creata nel 1955. Alcune recensioni di questo servizio evidenziano la posizione strategica o la splendida vista di cui si gode non appena usciti da sotto terra, molte altre, però, non sono positive, a causa in particolare dei ritardi dei treni e degli atti vandalici. Come risposta a queste critiche, quindi, nell’aprile 2013 sono iniziati i lavori per la nuova fermata inaugurata pochi mesi fa. Con la lunghezza di 150 e larghezza di 34 metri, si sviluppa su quattro piani: l’atrio, il livello più superficiale, dove c’è anche il collegamento con la linea B; i locali tecnici, dedicati agli impianti; il piano corrispondenza, nel quale c’è lo scambio tra le metro B e C; infine il piano banchina, dove passano i treni. A partire dal 2014 ci sono stati scavi archeologici per trovare nuovi reperti: nel Clivo di Acilio sono state rinvenute diverse strutture che possono essere ricondotte a sistemi di viabilità antica, mentre nel Clivo di Piazzale Felice è stata scoperta una potenziale vasca rettangolare da 14 metri rivestita di marmo.
La stazione realizzata è divisa in ambienti con valenza narrativo-comunicativa:

Ambiente 1: dispositivi fisici e digitali per proiezioni video, casse audio e camere multimediali con video wall;
Ambiente 2: situato in vicinanza alla linea B, mette in scena il ruolo fondamentale dei pozzi nella quotidianità dell’era arcaica. È presente, inoltre, una camera espositiva protetta da un parapetto in vetro. Sono presenti anche sei pozzi, collegati tra loro con specchi circolari, volti a produrre un effetto di verticalità;
Ambiente 3: in prossimità al Colosseo, comprende un edificio di epoca repubblicana. È suddivisa in teche: le prime due sono pavimenti in opus sectile e mosaico; la terza, più grande, contiene una camera a canne;
Ambiente 4: situato nel piano corrispondenze, ha la funzione di evidenziare la sacralità dell’acqua per gli antichi Romani. Il pozzo è diviso in tre parti uguali e riposto in teche orizzontali, con la funzione di far vedere le conformazioni originarie dei reperti.
Ambiente 5: la zona principale di collegamento tra gli allestimenti archeologici e le scale mobili, creata seguendo una struttura di verticalità.

Più precisamente, sono stati rinvenuti monumenti di diverso tipo, ad esempio una delle terme private delle domus. Sono inoltre presenti piccoli oggetti risalenti all’epoca di Nerone o statue che raffigurano Ercole. Questa fermata, in sintesi, è ricca di ritrovamenti archeologici, e, almeno per ora, è stata accolta positivamente dai cittadini. Questi ultimi si dovranno impegnare a mantenerla pulita e a non farla vandalizzare, altrimenti potrebbe non essere più considerata superiore rispetto alla linea B, rendendo quasi inutile un lavoro durato poco più di un decennio. Attualmente è una tra le fermate più belle al mondo, e tutti speriamo che rimanga a lungo così.

Oip (5)
Autore

Matteo Cipriani