L’importanza delle gite scolastiche

Le gite scolastiche sono sempre state un sogno che gli studenti di tutta Italia hanno avuto, bramosi di apprendere ciò che spesso a scuola non si impara. Nonostante ciò, questo desiderio non si avvera sempre, con nostro grandissimo dispiacere.
Gli anni passano, ma la scuola tende sempre più a sembrare un luogo fermo nel passato, nonostante sia il luogo del sapere per eccellenza. Ci si aspetta che questa sia destinata a evolversi e a distaccarsi da quella staticità, ma spesso veniamo delusi. A volte ci ostacola perfino e ripudia le nostre proposte all’avanguardia.
Ed è proprio per questo che dobbiamo batterci per una didattica a trecentosessanta gradi!
Dunque, per un cosiddetto “apprendimento globale,” è a volte necessario abbandonare la fisicità dell’edificio scolastico e avvicinarsi alle attività che permettono di concretizzare le nostre competenze. Infatti studiamo la Storia senza visitare i musei, le Scienze senza andare in laboratorio: perciò, anche se la preparazione scolastica è di ottimo livello, per quanto riguarda la prospettiva concreta, invece, risultiamo essere come scollegati dal mondo che ci circonda.
Alla fine del ciclo scolastico superiore ci ritroveremo spaesati, in un mondo che, a differenza nostra, si è sviluppato; un mondo in cui gli ideali sono cambiati e non si parla solo di combattimenti come nei testi antichi.
Inoltre, un’ulteriore problematica che ci riguarda è il fatto che alcune classi spesso rimangono nelle aule, mentre altre hanno la possibilità di viaggiare: chi in Sicilia per visitare il teatro greco di Siracusa e chi, invece, in Grecia o in montagna. Per questo la situazione non risulta essere uguale per tutti e si generano diverse ingiustizie che creano malcontento comune.
Partecipare alle gite scolastiche è un diritto che, in primo luogo, deve essere rivendicato dagli studenti e dai rappresentanti, ma che, d’altra parte, deve essere difeso dai docenti e dalla preside. Dovrebbe spettare proprio a questi ultimi la spinta verso attività alternative che coinvolgano gli alunni in modo completo.
Spesso le gite scolastiche appaiono essere perfino del tempo sprecato, che invece poteva essere utilizzato in modo migliore nelle aule di scuola. Ne consegue che ai professori viene permesso di accompagnare una sola classe all’anno nelle gite che li tengono occupati per più giorni consecutivi.
Sembra che i viaggi di lunga durata siano considerati come un periodo di vacanza e di nullafacenza che influisce negativamente sulla preparazione futura degli studenti. Ciononostante, spesso, è un momento per ricreare la mente e socializzare. È proprio durante queste nuove esperienze che ci formiamo e ci responsabilizziamo, dimostrando anche a noi stessi di essere ormai delle persone mature in grado di badare a sé e di essere indipendenti.
Fare una versione di Greco o di Latino in meno al fine di intraprendere nuove esperienze non nuocerà alle nostre giovani menti, può, anzi, solo giovare.

Autore

Anonimo