La notte della polvere

(L’impero delle luci, René Magritte)

Nella notte assoluta, nera genitrice di incubi, le rotaie stridono come vecchie arpie. Il cielo è velato di grigio da una manata di polvere, a oscurare le stelle. Una pallida luna celtica è celata tra le pieghe di consunto velluto, misera guerriera contro la vastità del buio. Come una dea pagana, ripudiata, medita la sua arcana vendetta e soffoca il sole nel suo abbraccio di Giuda. Immensa cupola, le tue costellazioni sono screpolate quasi fossero affreschi divorati dal tempo,  la tua eternità cieca non si cura di noi piccoli uomini, ci lasci, impotenti, a combattere nemici invisibili, come i nostri avi nelle caverne, scoperchi gli istinti di questa umanità razionale che sempre avrà paura del buio.

Ma la strada non è mai vuota. È vero, non ci sono uomini a popolare le ore più nere della notte, ma ci sono i fantasmi del giorno passato, che escono a vagabondare scandendo i secondi con il ritmo del loro bastone da passeggio. Ci sono gli sbuffi di fumo dei comignoli, delle caldaie, dei forni, che di giorno erano rimasti incastrati nella gola metallica dei palazzo di città, e di notte si alzano in pigre volute. Ci sono i problemi di ieri, che domani sembreranno sciocchezze e che privati della loro importanza ululano col vento sotto i ponti del fiume.

Le ombre allungano avide le dita, alla ricerca di un chiarore indifeso da inghiottire, frustrate dal vetro dei lampioni che impedisce loro di rubare la luce. Guardo la luna, chiedendomi se sorgerà nuovamente il sole; ma il nero assoluto non teme l’alba, la notte è troppo profonda e il suo regno non verrà disturbato. Un gatto nero, che forse non è un gatto, rivolge pigro i suoi occhi ocra verso la mia finestra. Ha ragione, affacciarsi a quest’ora è proibito, quello che mi è dato sapere è relegato al giorno, alla luce, alla vita. Non spierò oltre gli affari delle stelle, né metterò il naso nelle faccende degli spiriti. Lascerò, nel dubbio, un po’ di pensieri qui in balcone, un’offerta per le anime senza pace, e delle briciole, un saluto per i passeri più mattinieri.

(in copertina -René Magritte -le maitre d école-)

Autore

Giulia Mingozzi