It’s okay not to be Okay

Le mani ti tremano, la testa ti gira, non riesci più a respirare: Sta succedendo di nuovo, pensi, sto avendo un altro attacco di panico. L’ansia e la paura ti assalgono, temi di stare per svenire o addirittura morire, non riesci a distinguere le cose intorno a te, la vista ti si oscura, la stanza gira, gira, sempre più veloce. Non riesci a stare in piedi, barcolli senza equilibrio e le tue gambe sono sul punto di cedere. Il cuore ti batte a mille: credi di avere un infarto; il petto ti si stringe e ti sembra di avere un macigno che non ti lascia respirare. Cerchi di calmarti per non peggiorare la situazione, è già successo molte volte, dopo qualche minuto passerà da solo. Ma non è sempre così facile: in alcuni momenti l’ansia e il panico ti sopraffanno tanto da farti arrivare al culmine. Alcuni giorni l’attacco ti lascia scossa e priva di forze; altri, invece, non riesci nemmeno ad alzarti dal letto, non riesci a dormire o dormi male, ti senti sempre stanco, hai dolori in tutto il corpo, mal di testa, nausea e vertigini, tachicardia, e  finisci per pensare di avere una grave malattia, perché ritieni impossibile che l’ansia sia la causa di tutto.

Spesso, dopo il primo attacco, le persone rimangono talmente spaventate che tendono ad evitare qualsiasi luogo, in particolare quello in cui l’attacco si è verificato la prima volta: si evita di prendere la metro o l’aereo, perché, se si verificasse un nuovo attacco, non ci sarebbe alcuna via di uscita; non si va in teatri, cinema, centri commerciali, posti troppo affollati: si entra in un circolo vizioso dal quale si pensa di non uscire mai e ci si rifiuta quasi sempre di uscire di casa, l’unico posto dove c’è sempre qualcuno fidato che potrebbe aiutarti o sostenerti.

Le persone dicono: “Rilassati, sei troppo ansioso”, o : ”Hai solamente un po’ d’ansia”. Non sanno che l’ansia vera non è quella prima di un’interrogazione, ma la sensazione di pericolo e paura costante, l’angoscia che ti accompagna dal momento in cui apri gli occhi al mattino all’istante in cui li chiudi la sera per dormire, e anzi anche durante la notte, quando ti svegli con il cuore in gola e tutto intorno a te non c’è niente se non buio e un silenzio assoluto.

L’ansia ti fa sentire rinchiuso in una bolla, come se vedessi la realtà che ti circonda con altri occhi, con occhi non tuoi: vivi in un mondo parallelo e tutto ciò che è vero ti sembra strano, sconosciuto. Sei come intrappolato in un corpo non tuo, tanto da non riconoscere il tuo riflesso allo specchio. L’ansia ti fa perdere la concentrazione, non riesci a studiare o a leggere un libro, un milione di pensieri ti turbina in testa e ti porta a rimuginare su cose passate, su errori che potresti aver fatto, o che magari solo tu ritieni tali, cose anche di poco peso per le quali alcune persone si sarebbero potute offendere e che, adesso, ce la potrebbero avere a morte con te. L’ansia ti fa bloccare durante una conversazione, ti fa rimanere in silenzio quando invece vorresti rispondere senza avere timore di alcun giudizio; ti fa essere insicura in tutto.

Molto spesso c’è bisogno di ricorrere ad una terapia psicologica o psichiatrica, in quanto la persona non sarebbe in grado di superare o sostenere il problema da sola. Ma non di rado si evita di dire a qualcuno di star seguendo una terapia, perché il pregiudizio comune è che chi va dallo psicologo è un pazzo.

Ancora oggi ci sono troppi tabù su questi argomenti, come su altri: ad esempio riguardo i disturbi alimentari, i disturbi della personalità, il disturbo ossessivo-compulsivo, la depressione; quando invece se ne dovrebbe parlare liberamente e senza timore, persino cercando delle persone che soffrano dei nostri stessi problemi e con le quali potersi confrontare, dandosi consigli a vicenda su come affrontare la situazione nel modo migliore e sostenendosi l’un l’altro.

Autore

Giulia Jannone