BLACK FRIDAY IS ABOUT SHOPPING, YOU CAN DO NOTHING ABOUT IT!

Questo lo slogan a caratteri cubitali che investe i visitatori del sito web del “Buy nothing day”, movimento nato nel 1992 in risposta al famoso Black Friday, giornata in cui i negozi e siti di shopping di tutto il mondo promuovono offerte eccezionali per aumentare smisuratamente le
vendite.
I prezzi stracciati delle grandi aziende riescono a richiamare folle di consumatori che si accalcano fuori dai punti vendita e attendono l’orario d’apertura, per riversarsi in una dissennata corrida tra le corsie dei negozi. Un assurdo fenomeno distopico, come viene definita questa febbre
dell’acquisto dal movimento Buy Nothing Day, che non fa altro che indebolire le piccole aziende.
L’unico modo per combattere questa “shopocalypse” (crasi tra shopping e apocalypse) è non comprare nulla: un gesto banale, che si trasforma in un atto rivoluzionario nella società dei consumi. In fondo, in molti casi non abbiamo veramente bisogno di ciò che abbiamo intenzione di
acquistare, siamo semplicemente spinti dai prezzi vantaggiosi delle offerte. Ma qual è il vero costo del nostro risparmio? Lo sfruttamento di risorse e di lavoratori, unito all’inquinamento causato dai trasporti e dai prodotti stessi, che spesso finiscono in discarica nel giro di pochi anni.
Ovviamente l’iniziativa del movimento non è limitata alla giornata del Black Friday, ma è un invito a riflettere sull’impatto economico e ambientale delle nostre scelte di consumo di tutti i giorni. È uno stimolo a cambiare il nostro stile di vita per diventare consumatori critici e
consapevoli, prediligendo quotidianamente i piccoli produttori e le realtà locali alle grandi catene internazionali e gli acquisti online.

Autore

Lavinia Demma