
In uno dei tanti giorni di noia, decido di aprire Netflix, imbattendomi così in una serie tv dal titolo “Chiamatemi Anna”.
Questa serie, ambientata nel 1896, racconta la vita di Anna Sherly, orfana di madre e di padre, che viene erroneamente affidata ad una coppia di fratelli residenti ad Avonlea. Dopo un’iniziale diffidenza da parte loro, che avrebbero voluto un maschio, decidono di tenerla comunque.
Penso che questa serie tv abbia il potere di catturare l’attenzione dello spettatore dalla prima puntata, poiché non solo la protagonista è un personaggio estremamente complesso, ma anche tutte le ambientazioni e le situazioni che si creano intorno ad essa sono estremamente coinvolgenti.
Trovo inoltre che sia molto inclusiva: sono presenti personaggi facenti parte della comunità LGBT+, le prime suffragette, persone nere e personaggi di ceti sociali differenti. Nel corso delle puntate si affrontano anche molti temi di attualità: come la disparità di genere, il razzismo, l’omofobia e il bullismo.
Le sofferenze che ha subito la protagonista la segnano profondamente nella sua crescita, nel modo di approcciarsi alle persone e in quello di vedere la vita. Anche avendo avuto una vita difficile, Anna ha un punto di vista delle cose molto positivo e filosofico, quasi irreale in certe situazioni.
Nel corso della serie subentrano molti personaggi che modificano profondamente il pensiero di Anna, aprendole gli occhi su molti scenari a lei ignoti prima.
La sua immaginazione ha un ruolo molto importante nella storia
poiché non solo l’ha fatta andare avanti nei suoi momenti più bui, ma
la aiuta anche ad adattarsi alle situazioni che poi sarà costretta ad
affrontare.
La protagonista, anche se di un’altra epoca, come ogni adolescente
affronta i problemi dei ragazzi e delle ragazze del XXI secolo; essa
infatti è vittima degli stereotipi dell’epoca e subisce varie critiche a
causa del suo aspetto fisico. Le vengono criticati i suoi capelli rossi,
le sue lentiggini, la sua statura, e questo non fa che creare in lei
svariati complessi di inferiorità, che la portano talvolta a prendere
decisioni molto istintive, talvolta dannose.
Per concludere penso che questa serie sia assolutamente una delle
migliori che abbia mai visto poiché, anche se ambientata in un’altra
epoca, crea molteplici parallelismi con diverse situazioni che si verificano ancora nella società odierna.

